Nuove Commissioni Bancarie di Massimo Scoperto
Preso atto della recente iniziativa in merito assunta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (agcm.it), l’ABI (Associazione Bancaria Italiana, abi.it) ha rilasciato una nota in cui, nel ribadire il pieno rispetto delle prerogative istituzionali, sottolinea tuttavia come, a suo giudizio, il metodo dell’intervento e della proposta unilaterale a scapito della dialettica e del confronto rischi di generare confusione e soprattutto di non portare a soluzioni praticabili e coerenti con l’operatività ed il mercato.
Secondo l’ABI, la normativa in tema di messa a disposizione di fondi da parte delle banche ai loro clienti è pienamente operativa da solo pochi mesi ed è stata recentemente integrata dalle norme in tema di trasparenza. Prime analisi, rese pubbliche nel corso della ‘Giornata del risparmio’, avrebbero evidenziato che negli ultimi mesi le voci di costo (commissioni bancarie) siano in media meno onerose per la clientela rispetto al quadro precedente.
L’ABI ha comunque chiesto un confronto con l’Antitrust, teso a conoscere nel dettaglio l’analisi svolta da quest’ultimo, nell’ambito della piena collaborazione con tutte le Autorità e le istituzioni.
La nota dell’ABI fa riferimento alla segnalazione da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sulle nuove commissioni bancarie di massimo scoperto, datata 29/12/2009, consultabile sul sito web dell’Autorità.
Secondo quanto in essa affermato, le nuove commissioni di massimo scoperto introdotte dalle banche porterebbero ad un aggravio di costi, per i clienti interessati, di fino a 15 volte.